VIETNAM: DA HANOI A HOI AN, parte 2 (da Phong Nham a Hoi An, Halong Bay)

24.08.2018    
vietnam   backpack   fun

Dopo Phong Nham ho fatto una notte di totale riposo a Hue (l’Easy Tiger a Phong Nham era anche ottimo per la vita notturna!), e dopo aver visitato l’antica cittadella imperiale della città – esperienza in realtà non felicissima, dal momento che sono stato due ore sotto il sole a 40° circondato da cinesi per vedere sostanzialmente una serie di rovine, dal momento che ciò che era rimasto della cittadella è stato bombardato durante la guerra, anche se devo dire che ho sentito di gente che ha parecchio apprezzato questo sito – ho affittato un motorino, spedito lo zainone a Hoi An, e mi sono avventurato verso quest’ultima città col mezzo a due ruote, allo scopo di fare il celebre Hai Van pass, diventato famoso in seguito a una puntata di Top Gear. È un’esperienza che raccomando assolutamente, infatti dopo una prima ora piuttosto noiosa, ci si avvicina al passo e si possono fare una serie di deviazioni per vedere lagune di pescatori o cascate. Io in particolare l’ho fatto di domenica, mi sono quindi ritrovato a fare il bagno in queste piscine naturali, unico bianco circondato da vietnamiti che si godevano la loro domenica pomeriggio e mi riempivano di domande! Andare in moto in un paese del genere è poi bellissimo perché permette di conoscere anche zone rurali e fermarsi nei posti più improbabili. Il passo poi è effettivamente meritevole di una puntata di Top Gear, non particolarmente difficile ma piacevole, e con viste mozzafiato. In cima c’è una piccola fortezza si può vedere da entrambi in lati, sia dal lato di Hue che da quello di Da Nang (la città più in sviluppo del Vietnam, che si trova appena dopo il passo e prima di Hoi An, diventata famosa per via del ponte sorretto da due mani che è diventato virale ultimamente, che però in realtà si trova all’interno di un parco divertimenti); quest’ultimo lato è probabilmente il più bello, dove si può vedere tutta la baia di questa metropoli. Quasi tutti i turisti si fermano all’altezza della fortezza, tuttavia c’è una stradina piccola e ripida che nessuno prende, tranquillamente fattibile in scooter, che porta alla cima della collina, in assoluta solitudine e con vista su entrambi i lati… fantastica.

Hoi An è una località probabilmente unica al mondo: vecchio avamposto francese e porto di collegamento con l’estremo oriente, presenta caratteristiche francesi e costruzioni cinesi e giapponesi, un mix molto interessante, rimasto intatto come un tempo… con la differenza che oggi è molto turistico, cosa negativa da un lato, ma positiva per le feste pazze che si possono trovare. Inoltre appena fuori dalla città ci sono spiagge carine con sabbia bianca. Hoi An è poi famosa per i suoi sarti, presso i quali è possibile farsi fare un abito su misura per prezzi dai 160 ai 300 dollari, più eventualmente 40 dollari per farselo spedire in Europa. Io personalmente sono stato in una sartoria chiamata yaly, ma ce ne sono almeno altre 3 o 4 altrettanto famose. La cosa veramente comoda è che tengono registrate le misure dei turisti che possono dunque ordinare anche da casa camicie e abiti su misura per gli stessi prezzi.

Dopo 3 giorni a Hoi An ho preso un aereo interno (per 50 dollari!) per tornare a Hanoi ed andare il giorno dopo ad Halong Bay, tramite un tour organizzato dall’ostello (il Central Backpackers Hostel), chiamato Hideaway; l’alternativa meno turistica all’originale Castaway, organizzato da un altro ostello, il Vietnamese Backpackers: i due ostelli seguono in realtà lo stesso format, ovvero portano i loro ospiti su un isola privata all’interno di Halong Bay dove poter spendere 1 o 2 notti in mezzo alla natura e con altri giovani, alternando festa e avventura. Io personalmente ho scelto l’Hideaway perché prevede gruppi più piccoli (tra le 30 e 40 persone) e mi sembrava un migliore equilibrio tra festa e avventura, rispetto al Castaway che prevede gruppi anche di un centinaio di persone ed è quasi totalmente orientato sul far festa (ed infatti la maggior parte dei partecipanti è inglese e piuttosto giovane). L’Hideaway è effettivamente stato quello che cercavo, ho speso due notti su questa isoletta paradisiaca in Halong Bay, dove la sera si poteva fare festa con gli altri ospiti e di giorni erano previste una serie di attività, dal trekking su un’isola vicina più grande, al giro in bicicletta, al giro in barca a motore per la baia, ai tuffi, al giro in kayak… insomma tre giorni molto pieni. Peraltro io me la sono vissuta in modo leggermente diverso dalla maggior parte della gente perché in realtà ho perso il pullman che partiva dall’ostello la mattina della partenza (no non stavo dormendo, ero in banca a cercare di risolvere un problema con la carta di credito) e mi sono quindi dovuto arrangiare autonomamente per arrivare sull’isola e quindi, su indicazione dei receptionist dell’ostello, ho dovuto pagare un pescatore per portarmici… esperienza probabilmente unica, considerando che ero da solo nella baia con questo pescatore, mentre la maggior parte della gente è totalmente circondata da turisti!
Halong Bay è stata la mia ultima tappa prima di tornare… tirando le somme consiglio assolutamente il Vietnam come meta di un viaggio, anche per chi fa una delle prime esperienze di un viaggio simile, data la bellezza, la semplicità, e la possibilità di conoscere gente.

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