VIETNAM: DA HANOI A HOI AN, parte 1 (da Hanoi a Phong Nham)

24.08.2018    
vietnam   backpack   fun

Il Vietnam è stato una rivelazione. Ne ho visto circa metà, in 15 giorni, facendo peraltro un itinerario abbastanza insolito, dal momento che le opzioni più ovvie, se non si vuole farlo tutto, sono viaggiare tutto il nord oppure tutto il sud (che normalmente ricomprende anche il centro, vista la minore concentrazione di attrazioni), mentre io di fatto ho visto il centro nord e il centro, da Hanoi a Hoi An, passando per Ninh Binh, Phong Nham, Hue, l’Hai Van pass, e per rivolare a nord per finire il viaggio ad Halong Bay.

Del Vietnam mi è piaciuto praticamente tutto, tanto da farlo salire in cima alla classifica dei Paesi Asiatici che ho visto (Thailandia, Cambogia, Laos e Sri Lanka): paesaggi mozzafiato, natura incontrastata, cultura ancora abbastanza intatta, posti interessanti collegati alla guerra con gli americani, cibo delizioso e cultura culinaria simile a quella italiana (il pasto è da fare rigorosamente insieme in compagnia – una delle cose più affascinanti è vedere lungo le strade le distese di tavolini e sgabelli di plastica fuori dai ristorantini locali ma anche dalle case, pieni di gente che per tutta la sera mangia, fuma e beve in compagnia), prezzi bassissimi (mediamente 5/6 euro a notte per dormire in camerata in ostelli con piscina e 2/3 euro per un pasto nei baracchini tipici, 10 euro al ristorante). È inoltre molto facile da girare, essendo lungo e stretto e offrendo dunque solo due direzioni possibili: verso nord e verso sud. C’è quindi un itinerario che i bus (per lo più notturni, con brandine al posto dei sedili) fanno in una direzione o nell’altra, passando da tutte le mete interessanti; ed infatti è molto facile rincontrare la gente già conosciuta nei posti precedenti.

È inoltre organizzato benissimo con gli ostelli, che sono particolarmente belli – come già detto il più delle volte con piscina e spazi per fare festa – i quali sono fatti apposta per conoscere gente, durante una partita a beer pong, mentre ci si rilassa in piscina o durante le attività offerte dall’ostello.

Hanoi è la classica città del sud est asiatico, caotica e trafficata, ma ha mantenuto abbastanza intatto il caratteristico quartiere vecchio, dove peraltro si trovano la maggior parte degli ostelli; è un posto dove si possono passare due giorni piacevoli, provando lo street food per la città, andando a vedere il famoso treno che passa in mezzo alle case letteralmente a meno di mezzo metro dai palazzi ai suoi lati, oppure il folcloristico spettacolo di marionette d’acqua, particolarmente divertente.

Per quanto riguarda lo street food dovrei probabilmente scrivere un articolo a parte, ma cercherò di essere breve; infatti per un euro o poco più si possono mangiare per strada una serie infinita di leccornie le cui le più diffuse sono il famoso pho, zuppa di noodles con spezie varie (il coriandolo è probabilmente il sapore dominante nella maggior parte dei piatti), il banh mi, una baguette (retaggio della dominazione francese) farcita nei modi più fari, ma incredibilmente sempre deliziosa, e gli spring rolls sempre ripieni di un ottima farcitura, e ovunque una tale varietà di piatti non meglio identificabili, tanto che l’unico modo possibile di godere della celebre cucina vietnamita è buttarsi senza paura o timidezza a provare qualunque cibo offerto dalla strada. Ovviamente sul mare anche il pesce è prelibato e ovunque lo è anche la frutta, tant’è che ovunque si possono assaggiare fantastici smoothies al mango piuttosto che alla papaya.

Da Hanoi mi sono spostato a Ninh Binh, non una delle tappe principali nei classici giri del Vietnam, ma per me imperdibile. 24 ore già bastano, 48 sono un lusso. È fondamentalmente un posto rurale, dove si può stare in mezzo alla natura e semplicemente girare in bicicletta per osservare la popolazione locale nonché i bellissimi panorami offerti dalle montagne carsiche, le karst mountains, in questa zona particolarmente sceniche. Si può poi affittare un motorino e fare le cose turistiche offerte dalla zona attorno Ninh Binh (per la verità la maggior parte dei visitatori non dormono proprio nella città ma appena fuori – io sono stato per esempio all’Hoalu Homestay, bellissimo ostello a gestione familiare con piscina, a 7 dollari a notte e una bellissima atmosfera). In particolare sono normalmente consigliate la Pagoda di Bai Dinh, in effetti molto bella, anche se non così diversa da tutte le altre pagode che si possono vedere in Asia (se è la vostra prima volta nel continente però dovete assolutamente andarci!), la Hoa Lu ancient capital, che sinceramente io ho trovato davvero poco interessante, e poi le due principali attrazioni: il giro in barca tra le grotte dia Trang An e la ascesa della Dragon Mountain. Sondo due attrazioni piuttosto turistiche, tuttavia molto affascinanti: la prima consiste in un giro in barca tradizionale tra le grotte di Trang An e i suoi bellissimi panorami (davvero suggestivo, durato circa 2 ore), nelle zone in cui, per lo meno secondo le indicazioni del posto, è stato girato il primo film di King Kong; la seconda consiste in una salita di oltre 450 scalini per arrivare in cima alla Dragon Mountain (chiamata così perché in cima vi è la statua di un drago), in cima alla quale si ha una vista letteralmente mozzafiato, forse la più bella che mi sono trovato davanti. Una faticaccia e una bella sudata, ma ne vale assolutamente la pena.

Da Ninh Binh ho preso uno dei famosi bus notturni, che in otto ore mi ha portato a Phong Nham, parco naturale la cui fama sta crescendo esponenzialmente negli ultimi grazie alla sua bellezza e al fatto che stiano lentamente scoprendo una serie di caverne enormi e bellissime: solo 5 anni fa è stata scoperta quella che è attualmente la caverna più grande al mondo, che contiene un ecosistema al suo interno. Purtroppo è molto difficile e costoso arrivarci, bisogna organizzare escursione di almeno 3 giorni.

Ho usato come base l’ostello che tutti raccomandavano l’Easy Tiger, un ostello enorme con piscina, una sala biliardo e concerti, una zona relax con amache e una decina di cuccioli di cane in giro che fanno letteralmente impazzire tutte le ragazze presenti; affittando il motorino si potevano poi fare una serie illimitata di attività: 3 diverse grotte (le phong nham caves in barca, la paradise cave a piedi e in fine la dark cave, una sorta di grotta con percorso avventura nel fango), un trekking per raggiungere delle cascate, un giro in una fattoria vietnamita, oltre che tutti i giri possibili e immaginabili ai confini del parco nazionale, che è ovviamente uno spettacolo. Sorprendentemente il pomeriggio nella fattoria è stato una figata: dopo un pranzo delizioso, ci hanno giocare con le anatre (il clou è stato il duck feet massage, ovvero ci hanno messo dei semi sotto i piedi così che le anatre mangiandoli ci “massaggiavano” i piedi) e la cavalcata di un bufalo (molto pacifico). Se invece si vogliono fare delle escursioni organizzate per le grotte nella giungla, ci sono numerosissime possibilità, con prezzi dai 180 dollari in su, per escursioni di 2 o 3 giorni con pernottamento in campeggio nella giungla. Probabilmente un’esperienza unica…

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