Un buongustaio in India – Delhi pt.3

25.10.2018    
india

I soldi si possono cambiare direttamente in aeroporto a Delhi, regola d’oro per quando si gira in India è sempre avere una buona quantità di contanti, essendo la frequenza di posti che utilizzano metodi di pagamento elettronico più o meno simile a quella di trovare un albero di nocciole in mezzo al deserto del Sahara. La percentuale in ogni caso si alza nei posti più turistici, anche se potete scordarvi di pagare il biglietto di ingresso a qualsiasi monumento con il bancomat. Rimarrete parecchio scottati anche se non riuscirete a farvi una ragione del fatto che, se non siete Indiani, dovrete pagare l’ingresso dieci volte tanto, ma entrerò nel merito più avanti.

Sorpresa delle sorprese, quando mi avvicino al cambiavalute, noto una fila di persone ben più lunga di quello che potessi aspettarmi o immaginarmi.

Demonetisation era una parola di cui non sapevo assolutamente il significato, ma che si sarebbe rivelato l’aspetto più pregnante delle mie prime settimane in India.

Il primo ministro Narendra Modi (un signore con un guardaroba, si sussurra, da qualche milione di rupie, notizia estremamente inutile ai fini della narrazione ma che non potevo omettere), in gran segreto dalla sera alla mattina, e spiazzando un po’ tutti, aveva deciso per il ritiro dal mercato delle banconote da 500 e 1000 rupie, che diventavano con effetto immediato non più importanti di un pezzo di carta straccia. Aveva annunciato che la ragione principale fosse combattere la corruzione, sebbene in un’India improvvisamente Italia ante litteram, le teorie complottistiche e cospiratorie di un colpo di mano della Casta (nel vero senso della parola, sigh) per assicurarsi ulteriori vantaggi economici non mancassero.

L’effetto, tuttavia, è quello di creare il caos più totale nel paese. Come detto l’India non aderisce affatto allo slogan “per tutto il resto c’è Mastercard”, quindi il ritiro di ciò che rappresenta l’86 % (!!!) del circolante, in combinazione con un irrisorio 95 % (!!!!!!!!) di transazioni effettuate con denaro contante, crea una situazione di stress inverosimile per gli ATM, che non riescono minimamente a stare col passo con i tentativi di prelievo. Il governo pone un limite di prelievo massimo giornaliero che definire ridicolo è riduttivo (2500 Rupie ad un certo punto, poco più di 30€), e così le giornate si trasformano in una lunga e spesso infruttuosa attesa di fronte a terminali automatici che invece che dispensare banconote sono portatori di frustrazione ed incredulità.

Ma mi sto dilungando troppo, ci sarà ampiamente tempo e spazio per raccontare delle ore passate alla caccia di un ATM funzionante, di file interminabili e di come la Demonetisation fu un fattore che accentuò ancora di più la differenza tra chi è ricco e chi è povero, uno dei veri e più grandi problemi di un Paese che non riesce ad insabbiare e nascondere i propri difetti come invece vorrebbe.

Tornando al mio primo impatto con la mancanza di contanti, dopo circa tre ore e mezza di inutili tentativi di capire cosa mi stesse succedendo intorno, gli addetti seduti ai tavoli del cambio mi permettono di cambiare solamente un centinaio di euro, nonostante le mie veementi proteste.

E finalmente metto per la prima volta piede fuori dall’aeroporto, la mia suola finalmente a contatto con quel luogo idilliaco che tanto avevo sognato di visitare. Un secondo dopo aver provato questa mirabile sensazione, i miei polmoni mi avvisano che quella che avevo visti dall’aereo in fase di atterraggio era smog e non nebbia.

Ancora confuso, noto avvicinarsi un minuto signore (sono molto basso anche io di statura, ma in India mi sentivo come uno dei Monstasr contro i Looney Tunes) che si offre di prendersi cura delle mie valigie. Non faccio neanche in tempo ad esprimergli i miei dubbi sulla reale necessità della cosa, che stava già scorrazzando in giro, con i miei bagagli appresso, alla ricerca di un taxi per me. Sospiro e lo seguo diligente, cercando di capire quale sia il mezzo migliore per raggiungere l’AirBnB che ho scelto per i primi giorni, in attesa di trovare una casa vera dove abitare.

I mezzi di trasporto Indiani meritano decisamente molto più spazio di quello che ho ancora a disposizione, ed è per questo che vi lascio con il dubbio (che son certo vi assillerà e non vi farà chiudere occhio la notte) su quale abbia scelto. Un consiglio, non pensate subito ad un banalissimo taxi, l’India offre molto di più e molto di meglio di un triste ed occidentalissimo taxi.

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