Thailandia, Cambogia e Laos

21.09.2018    
cambodia, thailand   backpack   sud-est-asiatico

Day 1 - Bangkok

Dopo un volo disagio con scalo a Dubai, io e miei tre compagni di avventure (due femmine e due maschietti) siamo finalmente arrivati al nostro ostello a Bangkok, il Niras Bankoc Cultural Hostel. Un opzione perfetta per chi vuole essere in un ostello dove poter conoscere gente, carino, con aria condizionata e con una bella sala comune, e per prepararsi per la festa, potendo però staccare dal caos infernale di Kao San Road, la via storicamente più pazza di Bangkok, anche se ormai è più che altro un covo di turisti che vogliono farsi le foto mentre assaggiano gli scorpioni o si guardano il famoso ping pong show. Se non sapete di cosa si tratta... beh googlatelo.

Di giorno a Bangkok abbiamo visitato China Town, il tempio di Wat Arun, una guglia in stile khmer (cultura che chi andrà anche in Cambogia apprezzerà alla grande) in cima a una ripida scalinata, il Grande palazzo reale (sicuramente imperdibile) e il tempio di Wat Pho, con una famosa statua dell'enorme Buddha sdraiato.

Day 2, 3 - Sianhoukville

Il giorno dopo tramite l'ostello ci siamo trasferiti in Cambogia con un van, facendo un vero e proprio viaggio della speranza, quasi costeggiando la costa, per arrivare a Sianhoukville, luogo di villeggiatura inglese con tutte le conseguenze che comporta: belle feste sulla spiaggia ma degrado imbarazzante. Il nostro ostello, il Mad Monkey, per la verità non era male, e fa parte di una catena d'ostelli pazzi che si possono trovare si a in Thailandia che in Cambogia. A Sianhoukville siamo stati due serate, la prima di sonno e la seconda di festa, e un giorno, passato a organizzare il trasferimento del giorno seguente e in spiaggia, in un posto vicino alla cittadina anche piuttosto carino.

Day 4, 5, 6 - Koh Rong Samloen

Koh Rong Samloen è stato uno degli highlights del viaggio: abbiamo passato tre giorni su quest'isola paradisiaca semi deserta (credo meno di 30 persone su tutta l'isola), dormendo in bungalow sulla spiaggia per 4 dollari a notte, dedicandoci a trekking nell giugla dell'isola, verso le cascate o verso il faro abbandonato, a mangiare cibo delizioso, a rilassarci sull'amaca, a gustarci la spiaggia di sabbia finissima deserta, ma sopratutto a nuotare nel plancton sbrillucicante di notte. Si, come nei film. Favoloso. 3 giorni di totale relax. Ma attenzione, correva l'anno 2014, ho sentito che le cose sono molto cambiate. E' rimasta l'isola paradisiaca di un tempo, ma certamente non è più deserta. Ho sentito di ostelli e di grandi feste. Alcuni amici mi hanno detto che in ogni caso è stata una delle tappe più belle, credo però che chi cerca un'esperienza unica in stile The Beach (il film con Di Caprio), ora dovrebbe cercare un'altra soluzione.

Recentemente ho visto che addirittura il Mad Monkey ha aperto un ostello sull'isola... di seguito il link,  può essere utile per farsi un'idea di come è oggi https://www.facebook.com/MadMonkeyKohRongSamloem/?__xts__%5B0%5D=68.ARBYuElx8oFZ-2nz7tpV1JonUH8R0a0TeryFBigrUk7OgOKrE1i-k92jwc9A0yEHYCG7Aca5uxOyhIfT8pwcKFj82Amtij2Y65gS_9iBijXxJVKvUUN81Ap17YdaywEo-uY5oWjat37uR_L5o_Sf2NdZpvpRVMtTNz4RZFdtv_HG9CUdLVi7BqDhSD9d2tyuZEFb73thE0umfz3hmOCKOcG2p4awuoizjfRVJGVHMA&__tn__=HH-R

Day 7, 8 - Phnom Penh

Dopo i giorni paradisiaci a Koh Rong Samloen ci siamo spostati nella capitale Phnom Penh, una classica città asiatica, sporca, incasinata e caotica. Abbiamo provato a uscire la sera ma non abbiamo trovato granché di interessante. Anche qui la festa dovrebbe essere al  Mad Monkey, ma noi purtroppo l'abbiamo scoperto troppo tardi, e in ogni caso l'unico posto che abbiamo trovato per dormire sono contento di essermelo dimenticato.

Gli highlights turistici della città sono senz'altro il mercato coperto, ricco di colori distribuiti da tessuti e frutta e altrettanto ricco di cibo, e sopratutto i killing fields, i campi di sterminio usati dagli Khmer Rossi per fare pulizia etnica degli oppositori politici e della classe degli intellettuali... un posto molto forte e triste ma che sicuramente vale la pena di essere visto.

Da Phon Penh ci siamo spostati a Siem Reap tramite un pulman notturno con tanto di cuccette.

...to be continued...

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