Tallinn: diario di 3 giorni alla riscoperta degli antichi fasti

01.11.2018    
estonia   party, relax, romantic   butterfly

Partenza da Milano all'alba con mille aspettative e una gran voglia di sperimentare quella che tanti chiamano "la Perla del Baltico" sotto molti punti di vista. Prima impressione una volta arrivati tuttavia non è stata proprio quella sperata data un pò di desolazione dovuta forse al fatto che fosse un comune giovedì ora di pranzo. Ci buttiamo subito nella miglior birreria della città per assaporare i gusti locali che in realtà sono pressochè inesistenti; tuttavia servizio ottimo e primizie di gran qualità a prezzi discreti, accompagnati da cameriere da urlo che raramente però accennano un sorriso d'interesse al normale straniero. Dopo un salto al centro commerciale Viru si fa notte ed è ora di organizzare la serata: cena in un ristorantino di nome St Patrick poi subito ci dirigiamo verso il Butterfly, lounge bar di tendenza molto bello e consigliatissimo malgrado l'età media sia leggermente alta (25-30). CONSIGLIATISSIMO: approci non semplici ma da mezzanotte in poi le topolone che lo popolano iniziano a sciogliersi dopo qualche drink e sta a voi attaccarle in modo molto educato e discreto, evitando possibilmente di dire che siete italiani poichè non siamo molto ben visti purtroppo. Concludere qualcosa qui è veramente difficile se non impossibile però come prima base tattica per inviti altrove è assolutamente un must. Da qui ci dirigiamo all'Hollywood, uno dei pochi aperti il giovedi, seguiti da due olandesi che poi si scopriranno essere molto tenaci ma poco redditizie. Discoteca molto bella, drink ottimi ma semi-deserta. Qua spingiamo forte con le due olandesi senza grandi risultati dopo di che decidiamo di dirigerci al Venus verso le 3 sempre in compagnie delle nostre due fide amiche. Anche qui stessa musica: poca gente di qualità discreta. Finalmente 2 del gruppo riescono ad arpionare due estoni molto carine ma gelide come non mai: scoprono poi che una ha già un figlio malgrado i 23/24 anni e l'altra dopo illusorie moine fa capire di non essere interessata. Ci rimbocchiamo le maniche e scappiamo dalle olandesi poichè una mi si era dichiarata ma non ero abbastanza sbronzo per starci. Venerdì è un nuovo giorno e la città pullula di vita; visitiamo il Kadriorg, residenza dello zar e ci fiondiamo sulla spiaggia del Baltico. Si fa subito sera e l'atmosfera cambia completamente rispetto a giovedi: i locali sono strapieni, il Butterfly esonda di topa ma noi ci focalizziamo sul fatto che avevo promesso a una ragazza di andare al Club Privè, che a quanto si dice doveva essere il locale più alla moda. Ah ecco, mi sono dimenticato di premettere che prima di partire avevo aggiunto random delle estoni su Fb inviando a tutte un bel messaggio ove chiedevo info e sperando poi di incontrarne qualcuna che avesse risposto; una di queste era proprio la neo barista del Privè che mi ha intortato parlandomi di questo main event con sold-out del venerdì. Aspettative altissime dopo essere stati al Butterfly non rispettate all'arrivo al Privè: locale metà pieno con poche ninfe. Vado subito dalla mia cara amica barista per rinfacciarglielo ma quando la vedo dal vivo è talmente un angelo che resto senza parole e il mio lamento si trasforma in passione, che purtroppo si trasforma a sua volta in pesanti spese al bancone pur di starle vicino. Poi entra la nostra rovina... le olandesi... e qui il sogno si spezza. Tentiamo vari approci con altre locali senza grandi risultati dopo di che io e il mio fido amico puttaniere di razza decidiamo di provare con un tavolo, tecnica che a volte ha avuto successo. Questa volta No... anzi, ci ha portati all'oblio alcolico e siamo finiti a letto con le olandesi senza combinare quello che vi aspettate che vi racconti. E' sabato, nuova vita e nuovo giorno.. ci riprendiamo dalla totale disfatta psicofisica della sera prima e optiamo per un pranzo da re per curare le nostre delusioni. Sul tardo pomeriggio sauna free e di nuovo carichi per l'ultima nottata. Ci buttiamo subito nella culla culla della topa: il Butterfly, con l'intenzione di star lì a oltranza finchè non si fosse attaccato qualcuna da portare di prepotenza all'Hollywood. Finalmente con l'incubo olandese a casa a dormire, rimedio un'indiana londinese e l'amica che perà si rivela subito una palla piede. Malgrado ciò riesco a trascinare la mia amata mulatta all'Hollywood con l'amica rompicoioni ma non appena entriamo ahimè.. l'eden. Non capiamo più niente, perdiamo la cognizione e inizia l'assalto. Siamo in 4 e dispersi su tutto il locale; io ricoprivo l'ala ovest, ballando ogni tanto con la mia dolce indiana che ero quasi sicuro ci stesse malgrado la sua amica volesse andarsene. Attacchiamo tutte senza ritegno ma mantenendo sempre una certa discrezione e professionalità; nel frattempo ritrovo il mio barista di fiducia che mi sazia con drink al pari di quelli italiani. Il risultato è il medesimo per tutti: ghiaccio puro. Lo so.. è brutto da dire.. ma è la dura verità. Estoni, finlandesi, bellissime e angeliche, diffidano mediamente dal turista che sanno essere un qualcosa di effimero, che non può durare. Cercano la stabilità e di conseguenza preferiscono l'estone o il russo di turno che vive lì... magari nettamente più brutto ma non transitorio. Torno sulla mia preda dopo molte delusioni ma... è svanita... stanca di aspettare o forse l'amica l'ha convinta a desistere. Poco importa. Mi serva di lezione in futuro... mai dimenticare il piano A. Abbandoniamo la serata neanche troppo tardi con l'amaro in bocca sapendo di poter fare molto di più se solo avessimo a disposizione qualche settimana.. ma comunque pienamente soddisfatti della vacanza e del posto! Consiglio un salto a Tallinn, ma non con aspettative troppo alte e magari verso aprile!

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