Suggestioni da Marrakech, perla rossa del Marocco.

28.06.2019    
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Questo viaggio è capitato un po' per caso soprattutto perché nelle mie mete 2019 avrei voluto confermare solo destinazioni nell'Est Europa.

Quest'anno però é stato un po' anomalo in quanto a destinazioni e quindi son stata ben felice di partire.

Il nostro viaggio si è sviluppato tra Marrakech, Essaouira, Rabat, Casablanca, Erg Chebbi, Meknes e Fes. In questo post vi parlerò di Marrakech perché è quella che ho vissuto di più e vi darò qualche info generale per organizzare un tour come questo.

Sono arrivata di notte e per questo i miei amici marocchini hanno preferito venire a prendermi, nonostante penso che a livello di sicurezza non fosse necessario.

L'aeroporto è bellissimo, così come tutti gli aeroporti e le stazioni centrali che ho visto in Marocco. Modernissimi, ma con tanti rimandi all'architettura e alla scultura autoctona.

Il clima di notte é perfetto e la città piena, viva. C'è gente seduta ovunque a chiacchierare, giocare e mangiare. Così si vive il mese del Ramadan.

Ovunque c'è traffico fino a notte inoltrata e poi verso le 4 tutti a dormire.

Il primo impatto dall'auto è stato davvero particolare, bellissimo ed esotico. Decine di scooter sfrecciano intorno a noi, scritte in arabo, chiasso, ci si prepara alla preghiera.

Il tempo di poggiare la borsa e son nuovamente fuori. L'impatto positivo e ammaliato che ho avuto dal tragitto si sgretola completamente. Questo è il bello di visitare un posto con qualcuno che ci ha vissuto per 20 anni: finisci nel quartiere più sporco e caotico della città. In realtà non è così, ma per i miei standard europei è già il capolinea.

Mi è venuta una nausea incontenibile, ogni odore era terribilmente amplificato.

Tutto questo è durato qualche ora perché nonostante lo shock culturale, mi ci sono abituata quasi subito e poi ad essere amplificati non sono solo gli odori.

La luce è meravigliosa, i colori inondano ogni pezzo della città, i profumi sono dolcissimi e il cibo è ricco, ragion per cui il Marocco ha solo bisogno di un po' di riguardo per essere apprezzato nella giusta maniera.

Partiamo subito alla scoperta di Marrakech.

Ecco i posti imperdibili della città rossa:

-il Giardino Segreto, il più grande e antico riad della Medina. Recuperato e restaurato solo qualche anno fa. L'impostazione é ovviamente quella del giardino islamico, in cui l'acqua ha una grande importanza. All'interno c'è anche una terrazza per rilassarsi ed osservare Marrakech dall'alto;

-Jardin Majorelle. Probabilmente la tappa più famosa che si possa fare a Marrakech. Anche la storia di questo giardino comprende un periodo d'abbandono ma ha avuto la fortuna di essere stato rilevato da Yves Saint Laurent. Quello che non tutti sanno è che nel giardino c'è un museo, penso uno dei più belli che abbia mai visto. Al suo interno potrete ammirare manufatti di ogni genere realizzati dai berberi, una delle etnie più numerose del Marocco;

-Museo di Marrakech. La parte principale del museo è costituita dal suo cortile e dalle sale che lo circondano. Ogni sala espone i pezzi della collezione che spazia da manufatti in ceramica ad armi;

-Hammam. Una delle esperienze migliori da fare in Marocco è proprio quella dell'hammam. Lasciate perdere i suggerimenti che troverete su internet. Fermate una signora e chiedetele dove vi consiglia di andare. Personalmente sono stata in uno dove non parlavano neanche francese ma l'esperienza local è assicurata;

-Tombe Saadiane. Furono aperte al pubblico lo stesso anno della loro scoperta: il 1917. Nel giardino si possono ammirare più di 100 tombe decorate e il mausoleo principale dove sono sepolti il sultano e i suoi figli;

-Giardino Menara. Il padiglione e il lago artificiale sono circondati da uliveti e frutteti. La funzione era quella di irrigare i giardini e gli orti circostanti usando un sofisticato sistema di canali chiamato qaram. Sicuramente è un posto interessante ma non vi consiglio di andare di pomeriggio perchè le zone d'ombra sono poche;

-Palazzo El Badi. Costruito nel 1578. Oggi rimangono solo le rovine e il frutteto ornamentale, ma è davvero bello e sicuramente uno dei must have da vedere a Marrakech.

-Palazzo El Bahia. Suddiviso in edifici secondo uno schema che pare quasi disordinato, ma tutto organizzato intorno a dei giardini anche qui irrigati dal sistema qanat.

Tutte queste visite ai musei hanno un costo di circa 60 dirham a ingresso, 10 per i marocchini.

Finiti questi giri obbligatori, perdetevi nella Medina a fare acquisti, contrattate sempre e non sentitevi esagerati a proporre meno della metà perchè i marocchini non si fanno scrupoli, soprattutto con i turisti. Questo sinceramente è stato uno degli aspetti più pesanti di questo viaggio. Ogni secondo vogliono venderti qualsiasi cosa e sono particolarmente insistenti. Si tratta comunque di atteggiamenti tipici delle città turistiche perchè nessuno si sognerà mai di fermarvi a Meknes o Casablanca. Non scoraggiatevi e se siete con qualcuno del posto fate fare a lui. L'artigianato qui è bellissimo e loro davvero bravi, non potrete andar via senza profumi, colori e spezie.

Questo tour per quanto pesante, è stato comunque bellissimo e riguardando le foto neanche io riesco a credere di aver visto questi luoghi meravigliosi.

Da Marrakech abbiamo visitato in treno Rabat e Casablanca e poi in bus Essaouira. Per andare ad Erg Chebbi invece abbiamo affitato una macchina e poi abbiamo proseguito verso Meknes e Fes.

L'unica cosa di cui mi pento è di non aver dedicato più tempo a Meknes, Casablanca e Rabat, oltre ai piccoli villaggi, perchè scappando dalla calca di Marrakech mi è sembrato di sfiorare davvero come vivono le persone in questo angolo di mondo. Per quanto creda che l'autenticità come la intendiamo non esista, instaurare rapporti con chi abita certi luoghi é essenziale per capire un contesto.
Il problema sorge quando con le persone del luogo non si crea quel legame tanto sperato.
Ad oggi non mi era ancora successo di scontrarmi con una cosa simile, evento che rompe tutta la mia idea romantica di incontro. Purtroppo é difficile andare oltre le barriere culturali e con certe persone (e popoli) ci vuole tempo per farsi apprezzare e conoscere.
Spesso ci illudiamo che la nostra apertura agli altri presupponga quella di chi ci deve accogliere ma non é per nulla scontata.
Per quanto faccia male realizzare che la realtà non é semplice come l'avevamo pensata é necessario adattarsi. 

     

   

Riguardo al cibo, come dicevo è buonissimo e una vera benedizione per i vegetariani. Arrivare qui durante il Ramadan però può essere una condanna. Di giorno non c'è possibilità di mangiare se non nei locali per turisti, ma la notte non manca la scelta.

Una delle cose migliori è che proprio in questo periodo troverete cibi che nel resto dell'anno non potrete provare, come ad esempio gli chebakia, dei dolcetti ricoperti di miele e semi di sesamo.

Anche il clima è stato davvero difficile da affrontare, ma tutto questo comunque non mi ha fatto pentire della mia scelta. Il Ramadan è un mese magico, qualcosa che io non ho davvero mai visto o vissuto ma di cui mi hanno reso partecipe in tanti modi come durante l'iftar.

La città si svuota e tutti si chiudono in casa o nei locali per mangiare. Si rompe il digiuno con i datteri e il latte, poi uova sode, zuppa, i dolci, spremuta, pane con miele e marmellate e ovviamente il the alla menta.

Non sono mai stata appassionata di religione nella mia vita privata ma il modo in cui la vivono loro, la partecipazione, l'applicazione reale di concetti come la condivisione e la generosità son qualcosa che ti mettono davvero in discussione.

Il Marocco é bellissimo, ma non é una cartolina, é un paese affascinante ed eterogeneo ma anche molto crudo e che vi darà modo di pensare.
Son tornata molto stanca e ho bisogno di tempo per metabolizzare ma ho già in mente di tornare con idee completamente diverse e con il desiderio di scappare dalle grandi città per ascoltare con più riguardo le storie di chi lo vive.
Partite senza timori e soprattutto senza pretese, che tanto nulla ci é dovuto.

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1 Response

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