Napoli – Pompei – Procida

28.03.2019    
italy   food, relax

NAPOLI

Per descrivere un viaggio a Napoli bisogna fare una piccola premessa: non si tratta di girare per una città, vedere cose belle, fare belle foto. Significa immergersi in una cultura dalla personalità fortissima in cui ogni strada, ogni palazzo, ogni pulcioso botteghino, è inscindibile dalla sua storia e dal colore che la gente gli ha dato, amandolo profondamente. La sensazione che si respira è di calore umano e di totale ingovernabilità, con tutto ciò che questo comporta.

ALLOGGIARE
Napoli sta subendo, come tante altre grandi città, il processo di gentrificazione. I Napoletani giustamente sono incazzati ma a noi turisti permette di alloggiare in bellissimi appartamenti in pieno centro a prezzi estremamente abbordabili. Noi abbiamo usato Booking.com e mi sento di consigliare l'appartamento Casa Maria Carmela in Vico S. Anna di Palazzo, perchè sia l'appartamento sia il proprietario, con i suoi consigli esperti e la sua gentilezza, hanno davvero contribuito al piacere della nostra esperienza. In generale le zone che erano considerate più pericolose qualche anno fa si stanno pian piano ripulendo, e noi non ci siamo mai sentiti insicuri, nemmeno nelle zone considerate peggiori. In ogni caso per questione di comodità (e perchè prendere i mezzi significa spesso metterci più tempo che camminare) consigliamo il centro storico, vicino a tutti gli edifici più antichi, alla zona universitaria, alla stazione centrale, oppure i quartieri spagnoli, comodi per piazza del Plebiscito, Palazzo Reale, lungomare e tante altre bellezze.

CULTURA E CIBO
Ci siamo mossi grazie ai consigli che i nostri amici napoletani ci hanno fornito, e visto che chiunque ha un amico napoletano e qualunque napoletano conosce intimamente la città, consigliamo a tutti di affidarsi a loro. In ogni caso potete prendere il primo napoletano che trovate per strada e insisterà per farvi da guida turistica abbandonando il suo lavoro e la sua famiglia pur di farvi trascorrere una bella esperienza.
Appena scesi dal treno in Stazione Centrale, Piazza Garibaldi, si trova la pasticceria Attanasio, famosissima per le sfogliatelle, lisce o ricce (prendetele RICCE), che per chi ama i dolci sono una specie di orgasmo.
Consigliamo di prendere almeno una volta la metro da o per la fermata Toledo, perchè è considerata la più bella fermata d'Europa, e capirete il perchè.
Abbiamo cominciato la nostra visita da piazza del Plebiscito, dove si trova la basilica di San Francesco di Paola e il Palazzo Reale. Si può tranquillamente camminare tra i cortili del Palazzo, che è già un bel vedere, oppure con 6 euro si può entrare nelle varie stanze reali e devo dire che se avete un po' di tempo a disposizione ne vale la pena!
Adiacente a Piazza del Plebiscito si trova Piazza Trieste e Trento dove si trova il Teatro San Carlo, primo teatro lirico in Europa, e di fronte all'entrata principale di questo si trova uno dei quattro ingressi della galleria Umberto I, uno spettacolo. Sempre in zona, ma verso il mare, si può vedere il Maschio Angioino, uno dei tanti castelli della città.
Siamo arrivati a Napoli con l'idea di provare le pizze di Michele, Matteo, Sorbillo, i Decumani, tutte. I napoletani però ci hanno spiegato che, nonostante queste siano davvero pizze inarrivabili, ci sono moltissime pizzerie a Napoli dove si può mangiare una pizza strepitosa, e così il primo giorno siamo stati mandati in una piccola pizzeria appena dietro Piazza del Plebiscito, la Pizzeria Pavia, dove abbiamo mangiato davvero bene, da provare assolutamente pizza BUFALINA e SALSICCIA E FRIARIELLI! Oltre alla pizza, se riuscite a farci stare qualcos'altro, cucinano delle buonissime frittatine di pasta (con besciamella ragù e piselli se non stavate ancora sbavando), crocchette e fritture di qualsiasi tipo.
Con questa zona, se fatta bene, si conclude la giornata di visite e si può finalmente andare in zona universitaria/centro storico a bere Spritz a un euro da Cammarota. Se lo trovate pieno non è un problema, Napoli è molto competitiva, e tutto intorno troverete Spritz a un euro ovunque. Se volete fare i ricchi potete trovarlo anche a 1.50, o addirittura 2 euro. Nel corso della serata, se dopo gli Spritz vi ricorderete che dovete anche mangiare, passerete davanti a un milione di pizzerie e friggitorie. Ci sentiamo di consigliare in particolare la Friggitoria Verace, una friggitoria take away dove ci siamo innamorati di un piatto tipico da provare assolutamente: il CUOPPO. Ovvero, banalmente, il fritto. Che scegliate gamberi e totani, o solo pescetti, o tutto insieme, pagherete sempre e solo 4 euro. Potete immaginare i prezzi delle pizze, dei primi, degli altri fritti. Ridicoli.

Dietro questo posto magico si trova Piazza Bellini, piena di baretti per aperitivi o drink, e intorno a questa posticini vari dove andare a bere qualcosa e anche ballare, mentre le discoteche vere e proprie, o almeno quelle di cui eravamo a conoscenza, erano molto distanti dal centro e ce le siamo perse, senza grandi rimpianti.

Il secondo giorno l'abbiamo dedicato al centro storico, ovvero tutta la zona che si trova intorno a due meravigliose viette famosissime e cosparse di edifici storici: Via dei Tribunali e la Spaccanapoli, che non è altro se non una successione di piccole vie che insieme forma una linea che spacca Napoli a metà. In questa zona bisogna concedersi del tempo, perchè ad ogni passo si trovano regalini di bellezza. Molto caratteristici sono i negozietti di presepi e statuette, dove si trova qualsiasi cosa mai stata inventata, in miniatura.
Consigliamo di perdersi e farsi guidare dalla curiosità, ma ci sono due tappe che non si possono assolutamente perdere: il Museo Cappella di San Severo (da PRENOTARE IN ANTICIPO e consigliamo vivamente l'audioguida), dove si trova il Cristo Velato, altre statue incredibili, e due corpi umani mineralizzati, e il complesso con
ventuale di Santa Chiara, dove è obbligatorio entrare a vedere il chiostro. Se dite di essere studenti fino a 30 anni nessuno vi chiederà nessuna prova di ciò e pagherete 4.50 euro. Atomico.
Sulla Spaccanapoli si trova anche l'ingresso ufficiale autorizzato della Napoli sotterranea, città parallela utilizzata come rifugio nella seconda guerra mondiale, di grande importanza storica. Ogni ora e mezza viene organizzato un tour guidato al prezzo di 10 euro.

Per quanto riguarda il cibo, via dei Tribunali è quella in cui si trovano tutte le pizzerie più famose, e forse non tutti sanno che la PIZZA FRITTA di Sorbillo viene cucinata nella friggitoria a fianco, con meno coda (zia Esterina Sorbillo). Si tratta praticamente di un calzone fritto ripieno di ricotta, cigoli, provola o mozzarella, un cucchiaio di pomodoro, pepe e basilico, ed è in grado di distruggere anche il re dei pozzi senza fondo.
In una perpendicolare a via dei Tribunali si trova invece un'altra tappa culinaria imprescindibile: TANDEM RAGù, un paradiso in terra dove qualsiasi cosa è immersa e affogata nel ragù, perfino il ragù stesso.


Una terza giornata dovrebbe essere dedicata a siti turistici relativamente fuori dal centro, ovvero:
1) Quartiere sanità. Qui si trova il Cimitero delle Fontanelle, ovvero una immensa cava di tufo in cui durante l'epidemia di peste sono stati gettati i corpi appestati di 40.000 persone, dei quali nei secoli successivi le donne del quartiere hanno riordinato diligentemente le ossa per potersi prendere cura delle anime senza nome, e ricevere protezione in cambio.
Nel quartiere si trova anche un bellissimo palazzo storico, il Palazzo dello Spagnolo o Palazzo di Sanfelice.
Appena di fronte a questo palazzo si trova un caratteristico negozietto di alimentari, Ciros, che ha adibito una stanzetta a vineria dove consigliamo un aperitivo napoletano autentico, con un buon vino alla spina, olive e taralli tipici spaziali, e pure dei BABBà. I proprietari, persone autentiche molto colorite, ci hanno consigliato per mangiare la Taverna di Totò e La Cucina di Mammà, dove non abbiamo fatto in tempo ad andare, ma che sicuramente raccomandiamo.
2) Collina del Vomero, dove si trovano Castel Sant'Elmo e la Certosa di San Martino. Se non riuscite a entrare vale comunque la pena salire sulla collina anche solo per le bellissime viste su Napoli, il Vesuvio, e il mare.
3) Capodimonte, sede del Museo Nazionale di Capodimonte, che tutti i napoletani consigliano vivamente di visitare. Nel quartiere si trovano anche le Catacombe di San Gennaro, dove venivano invece seppelliti i cittadini più abbienti.

Per una cena tranquilla, una trattoria in particolare rimarrà per sempre impressa nei nostri cuori: A CUCINA RA CASA MIA. Ci siamo dovuti tornare due volte, perchè il primo giorno siamo stati annientati dall'antipasto misto (polpette al ragù, baccalà in umido, insalata di polpo, bruschette, mozzarella di bufala e fritto di terra, il tutto indescrivibilmente buono). Ahimè siamo riusciti ad aggiungere solo l'impepata di cozze, e nu babbà. Il problema è che bisogna assolutamente provare i primi, in particolare la Genovese (pasta con un ragù di carne con poco pomodoro e tantissima cipolla) e le paste di pesce. Non preoccupatevi di ordinare qualsiasi cosa, abbiamo constatato che se siete in 4 il prezzo finale è sempre e comunque 70 euro.
Per quanto riguarda la colazione, entrate ovunque vediate in vetrina dei cornetti belli imburrati, perchè il caffè è buonissimo dappertutto.

PROCIDA
Siamo andati a Procida potendo scegliere tra questa, Ischia e Capri, per una serie di ragioni: è la più piccola, quindi meno impegnativa, e un po' più rustica e selvaggia, oltre ad avere la metà della coda per salire sul traghetto. Consigliamo di attraversare l'isola (ci vogliono giusto 10 minuti) per recarvi sul lungomare Corricella, coloratissimo e super caratteristico, dove bisogna assolutamente fare aperitivo alla Vineria Letteraria, e chiedere di Tarcisio e Antonio, dire che vi manda un certo Giovanni. Loro non sapranno chi è ma diventeranno i vostri più cari amici. Si trova in una piazzetta magica che dà su un piccolo porto, e il posticino all'interno è tanto bello quanto fuori.
In Via dei Bagni, poi, c'è l'accesso ad una bellissima spiaggetta di sabbia lavica dove passare qualche ora.
In attesa del traghetto di ritorno, ogni posticino sul porto può essere valido per un buon aperitivo.

POMPEI
Bisogna prendersi almeno un giorno. Noi che non siamo amanti profondi di musei e cultura siamo partiti alle 9.30 dal porto con un autobus e non consigliamo di partire più tardi di così, nonostante ci vogliano solo 25 minuti. Attenzione agli autobus, gli scioperi non sono comunicati, e rischiate di rimanere a piedi al ritorno avendo già comprato i biglietti. Il piano B è il trenino dei primi del '900 chiamato circumvesuviana, molto caratteristico e sicuramente fuori da ogni norma di sicurezza.

Siamo entrati nel sito degli scavi alle 10 e siamo rimasti fino ad essere cacciati, alle 17, per la chiusura. Bisogna tenere a mente che è una intera città in cui si sono conservati case, negozi, locande, palestre, fori, templi, teatri, di tutto e di più, e non si possono vedere di fretta tutte queste meraviglie senza sentirsi male dentro, nell'anima, e parlo anche per la più ignorante tra le capre ignoranti. Inoltre, se nonostante l'audioguida (prendetevela un'audioguida), vi rimane qualche dubbio, gli addetti alla custodia dei siti abbandoneranno subito tutto quello che stanno facendo per raccontarvi gratuitamente tutto quello che sanno.
C'è stata un po' di delusione nello scoprire che tanti siti segnalati nel percorso si trovavano chiusi al pubblico nel momento della nostra visita, ma in ogni caso non avremmo fatto in tempo a vedere tutto.
Noi ci siamo portati il pranzo da casa, ma nel bel mezzo della storia al centro degli scavi si trova inaspettatamente un fast food abbordabilissimo.

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TIPS
Parlate con i napoletani, vi aiuteranno in qualunque modo a loro possibile, intrattenendovi e regalandovi una risata.

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