HOW I DID CATCH THE NORTHERN LIGHTS!

06.11.2018    
norway   nature, on-the-road

Durante i miei sei mesi di erasmus in Norvegia, da gennaio a giungo, ho vissuto esperienze fantastiche e visto posti incredibili, ma il momento migliore, senza ombra di dubbio, è stato quando per la prima volta nella mia vita ho visto l’aurora boreale.

In inglese viene detto “to catch the northern lights” e in effetti il verbo “to catch” rende a pieno l’idea: non è un fenomeno scontato da vedere, anche se si è super informati e attrezzati, va proprio beccato! Il nostro viaggio, invece, è stato alquanto improvvisato.

Con altre due amiche abbiamo prenotato un volo da Bergen a Tromso per fine febbraio con la Norwegian (assolutamente consigliata se si viaggia da quelle parti, con sconti per gli under 26 fino a quasi la metà del prezzo) per tre notti, con il solo intento di vedere l’aurora, consapevoli, però, che tre sole notti erano rischiose e la stagione per vedere l’aurora di solito finisce a marzo. Avevamo scelto le date circa un mese prima, più o meno a caso, sperando in tutta la fortuna possibile.

Al momento della partenza le previsioni erano buone, ma le probabilità di vederle non così alte, per di più non sapevamo di preciso cosa aspettarci. Ci eravamo informate e sapevamo che la durata e l’intensità cambiano in base a una serie di fattori e anche in una notte durante la quale è probabile vederle, potrebbero durare tutta la notte o solo pochi minuti. Sempre per il motivo per cui il viaggio era stato un po' improvvisato e la Norvegia non è il posto più economico al mondo, abbiamo optato per noleggiare una macchina per poter girare sia di giorno che di notte e alloggiare in un bungalow in un campeggio appena fuori dal centro di Tromso. Solo una volta arrivate abbiamo ottenuto informazioni più precise per le previsioni dei giorni successivi.

Già dal pomeriggio del primo giorno avevamo escluso l’ipotesi di vedere l’aurora boreale la prima sera, non aveva smesso un attimo di nevicare e il cielo era completamente ricoperto di nuvole.

Il secondo giorno, invece, prometteva bene. Dopo una giornata fantastica, dove con la macchina abbiamo raggiunto Sommaroy (assolutamente consigliato), siamo rientrate nel nostro bungalow sommerso dalla neve, abbiamo cenato e per le 9 eravamo di nuovo in macchina, dirette a Ersfjordbotn, uno dei punti dove era consigliato dirigersi per poter ammirare uno spettacolo mozzafiato, attrezzate per passare la notte al freddo, in macchina e fuori dalla macchina, aspettando di beccare le northern lights. Quella sera siamo arrivate a Ersfjordbotn e vedere l’aurora boreale volteggiare in mezzo al fiordo è stato fantastico, ma il momento più assurdo e che io ricordo come uno dei momenti più belli della mia vita è avvenuto poco prima. Eravamo sulla strada, nessuna macchina oltre alla nostra, nessuna luce, nessun rumore, sui lati della carreggiata la neve accumulata che arrivava tranquillamente a metà altezza della macchina. Maddalena stava guidando e scherzando ci ha detto:” provate a immaginare che buio ci sarebbe se spengo anche le luci della macchina!”, poi però l’ha fatto realmente. Spegnendo le luci e sporgendo la testa verso i finestrini, ci siamo trovate l’aurora boreale davanti al naso, gigante e di un verde evidenziatore super intenso. Abbiamo accostato la macchina e siamo scese al volo. Non avevamo idea che sarebbe stato così bello. Siamo state in silenzio per qualche minuto ad ammirare uno spettacolo fantastico. Le luci fluttuavano nel cielo in modo costante e cambiavano continuamente di intensità e dimensione e davano la sensazione che il cielo fosse ancora più vicino al nostro naso. Ancora imbambolate, siamo poi arrivate Ersfjordbotn e per tutto il tempo che siamo state lì, le northern lights volteggiavano sopra di noi.

Inutile dire che la notte successiva, delle northern lights, neanche l’ombra, ma l’esperienza della notte prima è stata a dir poco fantastica e memorabile di per sé!

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1 Response

  1. Juliee says:

    Bellissimo! La macchina dove l’hai noleggiata?

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